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Sposa bambina: la storia di Kesar

maggio 17, 2017 Pubblicato in: India Tags: , , , , ,  0 Commenti

 

Perchè voglio studiare


Lunedì 15 maggio si è svolta la nostra cena indiana ed è stata emozionante. Le ragazze che sono partite per l’India ad ottobre sono tornate con un bagaglio di nuove esperienze e di storie da narrarci. Tra queste la storia di Kesar, una ragazza di 16 anni che a 14 ha visto caderle il mondo addosso. La ragazza è orfana e fin da bambina è stata ospite del nostro centro presso Luni. A casa lasciava quattro fratelli e due sorelle. Il fratello maggiore, una volta che non era più una bambina, le promette di riportarla tra loro, un fatto che riempie di gioia Kesar, ma che si rivela essere poi l’inizio di un incubo. Infatti il progetto dei fratelli era di darla in sposa ad un uomo di 45 anni ed una volta fuori dal centro, non permettono più alla piccola sorella di uscire. Kesar è poliomielitica, una condizione che nelle famiglie indiane è vista come un peso, un difetto che può compromettere il futuro della ragazza nonché dei fratelli, se non fosse poi in grado da adulta di trovare marito ed essere indipendente.
Che fare? Come può una ragazza di 14 anni andare contro alla sua famiglia? Eppure vedrete che la forza interiore di Kesar non coincide con i suoi problemi fisici. Un giorno il fratello si scorda di chiudere a chiave la porta della stanza dove è stata rinchiusa. Kesar ne approfitta subito e cerca un telefono. Riesce a trovarlo e il suo primo pensiero va alle suore del centro. Prova a chiamarle ma il credito è insufficiente; sembra che tutto sia contro di lei, ma non demorde e decide di comporre il numero della polizia, un numero di emergenza. Al telefono risponde un uomo, al quale la ragazza pone una sola e semplice domanda: “Secondo lei è giusto che una ragazza di 14 anni si debba sposare?”, al che il poliziotto le risponde: “Non solo è ingiusto, ma anche illegale”; “Allora venitemi a prendere”. I poliziotti si presentano a casa in poco tempo. Bussano ed è la moglie del fratello ad aprire. Alla richiesta di presentargli Kesar, la donna risponde che in quella casa non c’è nessuno che corrisponde a quel nome. La polizia ha già visto troppe situazioni come questa ed entra comunque, trovando la ragazza di nuovo rinchiusa nella stanzetta. La prendono e la riportano al centro. L’incubo non è ancora finito. I poliziotti chiedono a Kesar di denunciare i suoi fratelli, ora che è fuori non è comunque al sicuro. La famiglia vorrà riprenderla e soprattutto vorrà vendetta nei suoi confronti per le offese subite. Ma la ragazza non vuole. Sono i suoi fratelli. Nonostante la sua prima affermazione riguardo l’intera vicenda sia stata “Nella mia famiglia non c’è amore”, non vuole far del male a nessuno. Arrivano ad un compromesso: se mai i fratelli si avvicineranno mai alla struttura, scatterà immediatamente il mandato di arresto.
Kesar è stata intervistata dalla nostra volontaria Elena, che alla fine le ha chiesto: “Perchè hai fatto tutto questo? Dove hai trovato la forza” e lei semplicemente ha risposto: “Perchè voglio studiare”.

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