Adozioni a distanza. Cambiare la vita di tanti bambini per cambiare il mondo !!!

Braciata solidale: 26 Giugno, Arena Astra

giugno 11, 2018 Pubblicato in: Uncategorized 0 Commenti

Cari Amici del Faggio,
La nostra associazione vi invita a partecipare Martedì 26 Giugno alla braciata solidale che si svolgerà dalle ore 20:00 presso L’arena Astra, in Piazza Luigi Orlando 39.

Durante l’evento potrete mangiare hamburger e bere birra; nel frattempo conoscete meglio la nostra associazione ed i nostri volontari. Parte del ricavato sarà devoluto alla costruione di un pozzo nel centro di Itaborai, centro brasiliano con cui collaboriamo.
Inoltre, durante l’evento sarà possibile acquistare i prodotti creati artigianalmente dai volontari del Faggio: agende, segnalibri, astucci e molto altro.

Vi aspettiamo numerosi!

Per maggiori informazioni potete rivolgervi a marco@adozioniadistanza.it, visitare la nostra  pagina Facebook o chiamare Highlights info row image 0586579913 Highlights info row image Marco Del Lucchese 3398396046

News dal centro di Catete

giugno 5, 2018 Pubblicato in: Uncategorized Tags: ,  0 Commenti

Tra gli stati con cui collaboriamo, L’Angola è uno con i più alti tassi di mortalità infantile, malnutrizionismo e alfabetismo.
Ecco alcune foto di bambini del centro educativo di Catete con cui collaboriamo. Col sorriso, durante la giornata creano dei piccoli lavori artigianali.

Le foto:

Grazie alle adozioni a distanza, possiamo aiutare questi bambini ad avere un futuro migliore.


Vuoi aiutarci sostenendo a distanza i bambini di questo paese ? Contattaci ! Scrivi a marco@adozioniadistanza.it o visita la nostra pagina Facebook 

India: bambini fumatori – Notizie dal mondo

maggio 29, 2018 Pubblicato in: Uncategorized Tags: ,  0 Commenti

Maggio 2018 – Notizie dal mondo: India

Secondo un rapporto di The Tobacco Atlas sui bambini fumatori, in India ci sono oltre 625mila bambini tra i 10 ed i 14 anni, di cui circa 430 mila bambini e 200 mila bambine, che fumano sigarette ogni giorno.

Fonte foto: www.tpi.it

L’uso di sigarette si sta diffondendo sempre di più all’interno del paese, che è anche uno dei più inquinati al mondo.

Quali sono le cause della diffusione ?

Nonostante l’India abbia meno bambini fumatori rispetto ad altri paesi, la percentuale sta aumentando. Questo avviene perchè sono vittime di una campagna di marketing organizzata dalle grandi multinazionali del tabacco. Con l’uso di pubblicità colorate e l’offerta gratuita di sigarette inevitabilmente aumenta sempre più il consumo di sigarette da parte dei bambini.
Il governo, per far fronte a questo nuovo fenomeno, ha creato campagne anti fumo, ma senza ottenere grandi risultati.

I bambini in India

Purtroppo il problema dei bambini fumatori deriva da un’altro molto più ampio, che è quello dei “bambini in strada”. Questa categoria è composta da ragazzi che vivono senza dimora fissa, senza un’educazione ed una famiglia. Infatti, è spesso a causa di conflitti familiari che i bambini scelgono di vvivere per strada, unendosi ad altri per creare dei veri e propri gruppi di senzatetto.


FONTI: https://www.tpi.it

https://it.wikipedia.org/

 

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Pensarsi – Seconda puntata: l’identità e le sue implicazioni

maggio 23, 2018 Pubblicato in: Uncategorized Tags: ,  0 Commenti

Secondo puntata della rubrica “Pensarsi”, a cura di Cosimo Gragnani e Giacomo Pasini.
Con questo articolo Cosimo affronta brevemente il tema dell’identità e analizza le implicazioni che porta con sè. Nella scorsa puntata Giacomo ha definito il termine di identità nei suoi significati, mentre Cosimo vuol quà decostruire il concetto e analizzarne le implicazioni. Ha scritto questo articolo prendendo spunto dai suoi recenti studi, in particolar modo dai libri e dalle conferenze del prof. Francesco Remotti, uno dei più grandi antropologi italiani, che ha dato molta importanza nelle sue opere alla logica identitaria e i problemi che porta con sè.

L’identità

L’identità è opportuno chiarire che non è che un costrutto culturale, sociale, politico. Non esiste neanche un popolo a cui l’Italia appartiene per natura, nè esiste una razza pura. Questo è banale ma neanche troppo, dati i discorsi che sentiamo sempre più spesso e visti i movimenti populisti nazionalisti che hanno sempre più consenso.

Il concetto di identità sembra imprescindibile dal nostro essere e stare al mondo. Io ho bisogno della mia identità per essere riconosciuto. Il mio gruppo ne ha lo stesso bisogno. Affermiamo la nostra identità per affermare di essere qualcosa. Rivendichiamo il diritto di essere riconosciuti e di veder riconosciuta la nostra esistenza.

L’identità e l’alterità

Ma il nostro concetto di identità implica anche che non vi sia alterità all’interno. L’alterità, il diverso, rimangono fuori​.​ Infatti, l’identità è un pericolo per la nostra alterità, in quanto noi ce la siamo creata proprio in contrapposizione all’altro. Non esiste una identità se non in confronto ad un altro. L’alterità è un pericolo per la nostra identità perchè rischia di alterarla e metterla in discussione. L’uso del concetto di identità, dunque, serve a definire dei confini​ precisi del “noi” . Questi confini, sia fisici che mentali o sociali, devono essere protetti: tanto più sono precisi e solidi, tanto più sono strumenti di salvaguardia della nostra identità. E’ chiaro quanto il concetto di identità porti ad una chiusura nei confronti dell’altro.

Questa chiusura porta al conflitto, che prende varie forme. Al massimo può portare alla tolleranza, che è simile al sopportare l’altro; non porta certo a una relazione o ad una convivenza  dello stesso luogo. La tolleranza porta semmai al ​coabitare ​che non è uguale al convivere.

Eliminare i muri

Henri Matisse – La danza. Inno alla vita, alle relazioni, all’unione con l’altro.

Penso che si debba almeno ripensare il nostro concetto di identità, viste le implicazioni che porta con sè. E credo in un’alternativa basata sulle ​relazion​i. L’identità tende a ridurre e impoverire il rapporto con l’altro ma oggi, invece, dobbiamo garantire a gruppi o etnie diverse di persone di convivere. Questo non vuol dire che io debba cambiare i miei costumi, le mie pratiche culturali, ecc.. Nè che l’altro debba farlo. Significa relazionarsi per dar vita a nuovi modi di convivere che non portino a conflitti e disuguaglianze. Significa riconoscere le differenze con l’altro per valorizzarle​ e sfruttarle, invece che usarle come muri. Significa comprendere i processi globali ormai inevitabili che caratterizzano il nostro tempo – e, in misura minore, hanno caratterizzato tutta la nostra storia – per poter attuare un cambiamento dal basso, contro ciò che che ci è dettato dall’alto: chiusura e individualismo, nazionalismo, conflitto e paura.

Cosimo Gragnani


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India: tempesta di sabbia – Notizie dal mondo

maggio 18, 2018 Pubblicato in: India Tags: ,  0 Commenti

Maggio 2018 – Notizie dal mondo: India

La catastrofe

La notte del 3 maggio negli stati indiani di Uttar, Pradesh e Rajasthan una tempesta di pioggia e sabbia ha lasciato dietro di sè gravi danni, causando più di cento morti.

I danni

Nella zona turistica del Rajasthan mercoledì 2 maggio sono stati dirottati alcuni voli in arrivo a Nuova Delhi, a causa dei forti venti, ma che fortunatamente non hanno provocato danni alla città.

Fonte foto: www.repubblica.it

Purtroppo però, durante la notte del 3 maggio forti venti hanno soffiato ad oltre 130 chilometri orari, accompagnati da fulmini e da una forte tempesta di pioggia e sabbia. Questo ha provocato caduta di alberi, pali elettrici e muri di edifici e case che hanno colto di sorpresa gli abitanti. La tempesta non era prevista, visto che la stagione dei monsoni inizia regolarmente a Giugno. 
Inoltre, sono morti molti animali e l’energia elettrica è stata interrotta per giorni.

La risposta del governo

Dopo un post di condoglianze su Twitter da parte del premier, per eliminare i disagi il governo ha utilizzato dei fondi per risarcire le famiglie che hanno subito lutti o perdite materiali.

 


FONTI: http://www.tgcom24.mediaset.it

http://www.repubblica.it

 

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“Maestra Giulia” – Ottava puntata: una chiocciola in classe!

maggio 15, 2018 Pubblicato in: Uncategorized Tags: ,  0 Commenti

Giulia Lombardi, autrice della nostra rubrica “Maestra Giulia”, in questa puntata ci racconta di un episodio avvenuto in classe in cui i bambini si sono relazionati con una chiocciola. Per scoprire le loro reazioni, leggete l’articolo!

Una chiocciola in classe!

In questi giorni la pioggia ha fatto spuntare un sacco di chioccioline, e una è finita sulla finestra della nostra classe. La prima cosa che ho fatto è stata prenderla e metterla in un contenitore in modo da poterla far vedere ai bambini che si sono dimostrati molto rispettosi nei suoi confronti tanto che ho deciso di lasciarla libera sul tavolo. I bambini la osservavano avvicinandosi molto, senza paura. Qualcuno inizialmente non è stato molto delicato nel toccarla, ma a voce bassa, perché altrimenti si sarebbe spaventata, ho detto loro che la chiocciolina tirando fuori le antenne ci stava guardando, era la prima volta che entrava in una classe e che ci vedeva.

L’incontro con Ciuffetto

Ci siamo quindi presentati e le abbiamo dato un nome: “Ciuffetto”; vai a sapere se era maschio o femmina, e se esiste una differenza! Fatto sta che Ciuffetto quando noi facciamo troppo rumore o la tocchiamo senza essere delicati si spaventa e rientra nella sua casina. Era l’ora della merenda e abbiamo messo Ciuffetto fuori dalla finestra che abbiamo lasciato aperta. Mangiando i biscotti e guardandola salire sempre più su, i bambini le chiedevano se volesse un biscotto pure lei. Abbiamo deciso di mettere dei pezzettini dei nostri biscotti in un piattino che abbiamo posizionato sul davanzale della finestra, con la speranza che la nostra nuova amica ne sentisse l’odore e si decidesse a scendere dalla finestra per andare a fare merenda. Ma Ciuffetto piano piano è salita sempre di più finchè i bambini non si sono preoccupati per l’altezza: “E se cade?”. Fortuna che è una scalatrice esperta e molto allenata. I bambini hanno continuato a giocare, ogni tanto guardando la loro nuova amica.

 


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Pensarsi – Prima puntata: Sull’identità

maggio 4, 2018 Pubblicato in: Uncategorized Tags: ,  0 Commenti

“Pensarsi”, nuova rubrica creata da Cosimo Gragnani e Giacomo Pasini, due studenti di antropologia presso l’Università di Bologna nonchè nostri volontariari. La rubrica affronterà temi di attualità, problemi della modernità e riflessioni sull’uomo di oggi; argomenti importanti da cui prendere spunto per riflettere.

Il primo articolo, scritto da Giacomo Pasini, definisce la parola “identità”. Partendo da una distinzione tra identità collettiva e individuale, approfondisce qest’ultima: svela le varie sfaccettature percepite dal singolo e evidenzia come gli altri ci identificano. Buona lettura!

Sull’identità

Nello scrivere queste mie riflessioni ho preso spunto da una conferenza riguardante i concetti di identità, alterità e somiglianza, tenuta dal celebre antropologo Francesco Remotti. Mi concentrerò in particolare sul primo dei tre termini in questione.

 

Identità: insieme di caratteristiche uniche che rende l’individuo unico e inconfondibile; in poche parole ciò che ci rende diverso dall’altro.

Questa è una delle definizioni di identità più facili da trovare su internet. E questa  è un po’ la concezione che tutti noi ci siamo fatti di essa. Ma cosa è nella vita di tutti i giorni l’identità, è un qualcosa che si ha, che si porta con sé, oppure è la consapevolezza della nostra unicità?

L’identità può assumere varie forme: abbiamo quella anagrafica, quella narrativa, quella nazionale, e l’elenco potrebbe continuare a lungo.

In ogni caso lo scopo dell’identità è quello di attestare una sorta di unicità in ogni persona e questo lo possiamo notare nell’aprire una qualsiasi carta d’identità, per l’appunto: il fatto che io sia nato il 16 settembre del 1993, che io sia alto 175cm, che il numero della mia carta sia l’unico ad essere così e che la firma sia solamente la mia sono la testimonianza del fatto che io sia il solo Giacomo Pasini, fatto in un determinato modo, sulla faccia della Terra.

Quando poi l’identità diventa collettiva può essere pericolosa. Se tanti esseri unici fanno del loro essere simili, in una più ampia visione unitaria, uno strumento di propaganda politica, il rischio è davvero grosso. Il “diverso” verrà visto come nemico da escludere, da combattere, da annientare, in nome della difesa della propria unicità, come individui e come gruppo. La tanto decantata conservazione delle tradizioni originarie e pure, altro non è che la difesa dell’unicità del proprio gruppo. Il mescolarsi ad esseri umani diversi metterebbe in crisi l’identità del gruppo.

L’identità per l’individuo

Torniamo all’individuo. Il rischio del vedere l’identità come una cosa data è di appiattire e congelare la vera identità, o meglio le vere identità.

Esistono tanti Giacomo Pasini che hanno fatto tante cose diverse nel tempo, anche in contraddizione fra loro, e che se dovessero incontrarsi oggi potrebbero starsi molto antipatici e anche venire alle mani. Ma questi tanti Giacomo non sono persone che vengono da luoghi diversi e che hanno vissuto vite apparentemente lontane. Essi sono tutti qua dentro, o meglio lo sono stati, esattamente nel corpo che sta scrivendo queste parole. Tutti abbiamo utilizzato queste mani per giocare, questi piedi per correre e questa testa per pensare. Siamo forse tutti la stessa persona?

Sta nella qualità dei vari utilizzi delle mani, dei piedi e della testa la grossa differenza fra i diversi me che hanno agito all’interno del mio corpo.

Sono convinto che il Giacomo di adesso, che studia antropologia con una passione indescrivibile, non sarebbe molto d’accordo con quello di qualche anno fa, che invece di andare a scuola si sedeva al bar, nel più totale disinteresse verso i libri.

Non posso proprio dire di essere la stessa persona. E’ indubbio che ci sia un filo logico che connette queste due persone. Se non fossi andato al bar, ripudiando totalmente i miei studi di allora (l’informatica), non avrei forse viaggiato e non mi sarei avvicinato all’università. E che cos’è questo filo logico se non i tanti Giacomo che si sono susseguiti?

Ci sono centomila identità all’interno di noi stessi, piccoli pezzettini di un puzzle che vanno a formare le persone che siamo. E sono le nostre azioni presenti a plasmare e dar forma alle nostre identità future. O per lo meno ad aiutare i futuri noi a prendere una direzione.

Indubbiamente c’è una certa similarità fra il me passato e quello odierno. Ma similarità non è sinonimo di uguaglianza. Sono simile al Giacomo di ieri, non uguale.

 

“Compiamo un atto. Tutti crediamo di essere in quell’atto. Ma ci accorgiamo che l’atto è solamente l’uno dei tanti che siamo o che possiamo essere. Sarebbe atroce giudicarci solo da quell’atto per un’intera esistenza, come e questa fosse tutta assommata in quell’atto solo.”  

 Pirandello                          

L’identità per gli altri

Poi ci sono gli altri, ovviamente. Sono loro a definire le nostre identità e a farci vestire un abito diverso in ogni occasione: il cappello della spensieratezza in compagnia degli amici, la coperta dell’affetto con la mia famiglia, la camicia della serietà durante un esame e la maglietta dell’ineleganza mentre guardo una partita di calcio con i coinquilini.

Certo gli altri possono giudicarci, anche negativamente e cucirci addosso abiti non nostri. Possono chiamarci “drogati” se in passato abbiamo fatto uso di stupefacenti, possono chiamarci “imbranati” se una volta siamo caduti in pubblico, davanti a tutti.  In tal modo ci vengono attaccate addosso delle etichette, le quali non parlano che di una parte o di un singolo episodio di quella che è la vita.

Il doppio segreto – René Magritte

Tutti veniamo giudicati per le nostre azioni, o per azioni che ha commesso il nostro Giacomo passato, con cui, magari, non abbiamo nulla a che fare noi oggi. Ma l’identità funziona così. Sintetizza, semplifica, riduce all’inverosimile tutta la nostra vita, tutte le nostre mille vite che abbiamo vissuto, tutte le miliardi di vite che si sono susseguite nella storia.

Con questo non voglio privare i singoli uomini della loro unicità, anzi. Tale unicità, però, è frutto di qualcosa in più rispetto ad una sostanza intrinseca ed immutabile, che possiamo congelare attraverso una scarna descrizione. Noi siamo di più. Siamo il frutto dell’incontro fra varie coordinate storiche, geografiche e sociali; siamo il prodotto dell’amore di due persone, oppure siamo un incidente di percorso, un qualcosa di non voluto che si è ritagliato il suo spazio nel mondo; siamo i nostri amici, i nostri professori, gli autisti degli autobus che ci portano a lavoro.

Nella mia carta d’identità  vorrei un manuale di storia, poiché la mia carta d’identità è un libro che inizia con il Big Bang; vorrei un atlante di geografia dato che sono figlio di migrazioni e a mia volta mi sono mosso nello spazio e non sono rimasto nel mio luogo di residenza.

L’identità è il dialogo fra storia (il passato), movimenti (la geografia) e incontri (gli altri), e tutti e tre si fondono a formare la nostra esperienza. Esperienza è una parola più dinamica, aperta, che rispecchia al meglio la nostra condizione di esseri sociali, relazionali, umani.

Nella mia carta d’identità vorrei il mio nome, ma anche il nome delle persone che ho incontrato; vorrei il racconto della mia storia, ma anche quello della loro, poiché senza la parola altri, il concetto di identità non esisterebbe.

 

Giacomo Pasini


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25 aprile – Foto evento

maggio 2, 2018 Pubblicato in: Uncategorized Tags: ,  0 Commenti

Il 25 aprile si è svolta presso il santuario di Montenero la Festa dei Padrini, dove volontari e responsabili dell’associazione si sono incontrati coi padrini dei bambini.
La giornata è stata molto piacevole e si è formato un clima di aggregazione e solidarietà.
Durante la giornata, abbiamo mostrato foto e video creati nei viaggi solidali, e i padrini hanno registrato un video messaggio da mostrare ai bambini.
Inoltre, è stata un’occasione per acquistare i regali solidali creati dai nostri volotari.

Di seguito le foto:

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“Maestra Giulia” – Settima puntata

aprile 19, 2018 Pubblicato in: Uncategorized 0 Commenti

Nella settima puntata della sua rubrica, Giulia Lombardi ci racconta che anche nei bambini nasce il sentimento della gelosia. Prova a spiegarcelo mettendosi nei loro panni ed, in seguito, da qualche suggerimento per ristabilire un buon rapporto col bambino.

I bambini e la gelosia

Anche se non lo esternano attraverso le parole, anche i più piccoli provano quel sentimento che accompagna ognuno durante una relazione, una forte amicizia, oppure nei confronti di altre persone che hanno (secondo noi) qualcosa in più che noi non abbiamo. Questo sentimento può nascere nel bambino anche nei confronti della maestra, con la quale per un periodo ha avuto un legame di un certo tipo e da un giorno all’altro l’equilibrio che si era formato viene compromesso dall’arrivo di quel bambino moro, che la cerca sempre e che viene preso in collo più volte di me. Ora la maestra dovrà dedicare il suo tempo anche a lui, quindi avrà meno considerazione di me. Come posso fare per farmi notare?
Ho provato a pensare quello che può passare nella testa del bambino che vede arrivare a metà anno un altro compagni nella sua classe.

Come si manifesta la gelosia?

La gelosia è collegata alla paura, ed in questo caso paura di perdere una figura importante nella vita del bambino, la maestra, con la quale il più delle volte stringe il secondo legame importante con un adulto dopo quello che si sviluppa con i genitori. Il bambino teme di ricevere meno attenzione e un modo che ha per attirarla è fare rumore, creare scompiglio nella classe, in questo modo si farà sicuramente notare. Le prime volte l’educatrice si arrabbia, perché0 “non si tirano le cose in terra, non si danno le spinte, non si corre per la stanza”.

Come possiamo risolvere questa situazione?

Il comportamento “trasgressivo” continua e forse l’educatrice potrebbe cambiare strategia. Sempre ci si deve mettere, a mio parere, dalla parte dei bambini, cercando di osservare e analizzare la situazione dal loro punto di vista. Si potrebbe provare a rendere il bambino più partecipe, farlo sentire importante senza che debba trovare da solo dei modi (il più delle volte che creano confusione nel gruppo) per farsi notare. Non cambierà la situazione dall’oggi al domani, ma la pazienza è una delle caratteristiche che ogni educatore deve avere nel suo repertorio.

Giulia con dei bambini indiani

 

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25 aprile: “Mirame”, festa del sostegno a distanza

aprile 18, 2018 Pubblicato in: Uncategorized Tags:  0 Commenti

Cari amici del Faggio,
Il 25 aprile la nostra associazione da la possiblità a padrini e ad altri interessati di conoscere meglio il nostro lavoro in Italia e all’interno dei centri sostenuti. Infatti, in occasione della giornata per festeggiare il sostegno a distanza, abbiamo creato un evento che vi farà passare una giornata in buona compagnia!

Come si svolge l’evento

Inizierà alle 10.30 con la Santa Messa presso il Santuario di Montenero, ed al termine inizierano le proiezioni di foto e video scattati durante i viaggi solidali, accompagnate dalle testimonianze dei volontari che hanno visitato i centri in India, Brasile e Angola.
Dopo pranzo i padrini interessati potranno registrare un video messaggio per il bambino che sostengono.
Oltre a ciò, ci saranno collegamenti skype con i centri, potrete vedere alcune video interviste dei bambini e ci saranno attività di intrattenimento.
Inoltre, potrete acquistare i cosiddetti “regali solidali”, prodotti fatti a mano dai nostri volontari: agendine, segnalibri, astucci ed altro ancora.

Il costo di partecipazione è di 18,00€ per il pranzo e 15,00€ per i bambini. E’ richiesta la prenotazione, quindi.. affrettatevi!

 

Per informazioni: marco@adozioniadistanza.it Tel: 0586/579913, 3398396046, https://www.facebook.com/sostegnoadistanza/

 

La locandina dell’evento