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Il mondo attraverso l’arte

Febbraio 2, 2015 Pubblicato in: Uncategorized Tags: , , , , , , ,  0 Commenti

Questo lunedì parliamo di una forma d’arte un po’ particolare, una fusione di danza, lotta e rito tribale, la Capoeira. 1558508_455846464519101_4326721970799563231_n

La Capoeira accompagna il popolo brasiliano dalle sue più antiche origini, nasce intorno al 1580 quando gli schiavi africani bantù vennero deportati dai colonizzatori portoghesi in Brasile, portando con sé i rituali e la loro cultura. Questi schiavi africani, originari dell’Angola e del Congo, venivano impiegati come mano d’opera in lavori massacranti nelle piantagioni di canna da zucchero. Spesso trattati con condizioni disumane, studiarono una particolare forma di autodifesa e di lotta mascherata sotto forma di danza rituale mimica. Molti schiavi in questo modo riuscirono a difendersi dai soprusi e dalle frustate dei coloni europei, ad eliminare i sorveglianti bianchi che li vessavano, ed a fuggire nelle foreste all’interno del Brasile; costruendo in esse dei villaggi, detti “Quilombos” in cui ricominciare a vivere secondo le loro abitudini e liberi da persecuzioni disumane.

L’arte della Capoeira è così diventata una delle più grandi espressioni folcloristiche del Brasile; viene praticata da tutti, bambini, donne, uomini, e la si può vedere per le strade, negli spettacoli e nelle palestre. In tante canzoni popolari e mondane, la parola Capoeira ricorre ad evocare qualsiasi simbolo di questo grande paese.

Notizie dal mondo

Dicembre 3, 2014 Pubblicato in: Uncategorized Tags: , , , , , , , , , , , , ,  0 Commenti

Il mese scorso, precisamente il 26 novembre, l’Unesco ha dichiarato le capoeira, una forma d’arte marziale brasiliana incrocio tra danza e lotta, patrimonio culturale immateriale dell’umanità.capoeira1

La capoeira fu inventata dagli schiavi africani portati in Brasile, e si narra sia un’evoluzione della lotta angolana n’golo che marcava il passaggio di giovani ragazzi alla vita adulta.

Gli schiavi erano più numerosi e di forza fisica maggiore rispetto ai colonizzatori, motivo per cui temevano che se avessero concesso loro di allenarsi, si sarebbero potuti ribellare. Per questo, gli schiavi praticavano l’arte marziale in clandestinità.

L’Unesco ha riconosciuto nella capoeira una celebrazione che nasce dalla resistenza contro ogni forma di oppressione. La roda, il cerchio di persone all’interno del quale si disputa l’arte marziale, è uno spazio rituale che fornisce un senso di compagnia e di identità di una comunità in continua espansione in Brasile e altrove. L’idea è quella che la capoeira deve diventare un mezzo di resistenza e promuovere il dialogo tra diverse etnie, classi sociali e nazionalità.

“Siamo molto emozionati perché la capoeira, inventata dagli schiavi, è stata proibita in Brasile per molti anni e oggi viene riconosciuta in tutto il mondo”, queste le parole di Jurema Machado, presidente d’Istituto del patrimonio storico e artistico nazionale.