Il fondatore

Don Rodolfo, schietto e sincero, Sacerdote di grande lungimiranza

Il fondatore della nostra associazione è Don Rodolfo Cherubini, monaco missionario in Brasile, che tornato in Italia oramai anziano, decise di continuare ad aiutare i bambini della sua terra di adozione, a distanza.

Era il 1995.

 

Qui di seguito trovate una bella biografia scritta dal nipote, Don Paolo Cherubini

Biografia

Don Rodolfo Cherubini nasce a Montepetriolo (Perugia) il 7 aprile 1924. Italo, questo è il suo nome al battesimo e all’anagrafe, ha 7 tra fratelli e sorelle, fra cui Ortensio, che lo segue nella vocazione religiosa con il nome di Don Mauro e con il quale condivide le esperienze più belle e significative della vita missionaria in Brasile tra il 1950 e il 1981. I due fratelli Cherubini scelgono la Congregazione Benedettina Vallombrosana per seguire la chiamata del Signore e vengono ordinati Sacerdoti a Roma nel luglio del 1948, per partire 2 anni dopo alla volta del Brasile, dove già altri 3 monaci vallombrosani sono stati inviati a seguito dell’appello che il Cardinale di S. Paolo rivolge al Papa, per aiutarlo a trovare una soluzione ai gravi problemi che sta incontrando la Capitale del Brasile in conseguenza delle massicce immigrazioni del Nord-Est e dello Stato di Minas Gerais.

Don Rodolfo svolge dapprima il suo ministero a Pirituba, una delle zone periferiche più degradate della città di San Paolo, per poi passare a Jundiaí, città satellite a circa 60 Km dalla Capitale brasiliana. In quegli anni i monaci costruiscono monasteri, chiese, collegi, ereggono parrocchie, aprono ambulatori, promuovono corsi di alfabetizzazione e di formazione professionale per muratori, elettricisti, idraulici ecc.., cosa che li porta ad essere molto vicini ai veri problemi della gente.

Don Rodolfo viene richiamato in Italia nel 1981, ma il suo cuore non si allontana dal Brasile: ogni 2 anni “consuma” le sue ferie per una visita alla gente che tanto ha amato e che mai lo ha dimenticato. È così che, a partire dal 1995, anche a seguito della morte improvvisa del fratello Don Mauro, dà inizio alle “Adozioni a distanza”. In quegli anni giunge alla ribalta delle cronache la piaga dei Meninos de rua, i bambini di strada, abbandonati a se stessi e costretti a vivere sulla strada rubando, prostituendosi o vendendo droga per sopravvivere. Con la collaborazione e l’aiuto generoso di tanti amici italiani, il Progetto delle adozioni prende il via e dà la possibilità a centinaia di bambini di andare a scuola, frequentare corsi professionali, provvedere alle necessità di base quali l’alimentazione e la salute, e non solo in Brasile ma anche in India, dal momento che Don Rodolfo, risiedendo a Montenero, è tra i promotori dell’accoglienza in Italia e vive insieme a giovani monaci vallombrosani indiani. Dopo la sua morte il progetto del “Sostegno a Distanza”, come si chiama oggi, allarga le sue frontiere anche all’Angola e all’Honduras.

Il Santuario della Madonna di Montenero a Livorno è la seconda “terra missionaria” di Don Rodolfo, da dove avvia sempre nuovi progetti, fra cui quello delle adozioni, senza curarsi dell’età e di alcuni problemi fisici che lo affliggono. Nel 1998 è tra i promotori della costituzione dell’Associazione di Volontariato Faggio Vallombrosano Onlus che gestisce anche amministrativamente il Progetto delle adozioni a distanza.

Don Rodolfo muore il 3 settembre 2001, proprio in uno di quei viaggi periodici che suole fare in Brasile per mantenere i contatti con la sua gente di una volta ed incontrare i nuovi piccoli del suo progetto a cui è particolarmente affezionato. Don Rodolfo riposa nel cimitero di Jundiaí, vicino al Santuario della Madonna di Montenero, costruito da lui e dal fratello Don Mauro negli anni ‘50, con lo stesso titolo del Santuario di Livorno.

Don Rodolfo è un uomo di grande generosità e schiettezza, talvolta con modi un po’ rudi nell’esprimersi, ma dietro un’apparente dura scorza si nasconde un animo di rara delicatezza. Chiunque lo va a trovare o ha con lui un qualsiasi rapporto, viene accolto con grande calore, sempre con il sorriso, un’allegria innocente come quella che possiedono i bambini, ma che sa infondere serenità e coraggio nell’affrontare i problemi quotidiani della vita. Don Rodolfo è un vulcano di idee a cui si fa’ fatica stare dietro, ma gli piace lavorare in equipe, come dice lui stesso; ascolta qualsiasi suggerimento gli venga dato e se ha torto sa riconoscerlo con umiltà. Già in tarda età si mette a studiare informatica per essere al passo con i tempi, siamo negli anni ‘90, ed anche l’idea del sito internet si deve a lui, uno tra i primi in Italia ad occuparsi di bambini di strada e di adozioni a distanza.