Adozioni a distanza. Cambiare la vita di tanti bambini per cambiare il mondo !!!

La Storia vera di Alessandra dal Brasile.

Settembre 9, 2015 Pubblicato in: Video Tags: , , , , , ,  0 Commenti

Vi raccontiamo come il sostegno a distanza cambia la vita dei bambini in difficoltà grazie alla storia vera di Alessandra dal Brasile.

Adottata più di 10 anni fa, senza un futuro e con molti problemi, oggi è una ragazza che si vuole iscrivere all’Università ed aiutare il prossimo.

Segui la serie di video che raccontano la storia dell’adozione a distanza di Alessandra dal Brasile e commenta su www.faceboook.com/sostegnoadistanza

Regala un nuovo futuro ad un bambino in difficoltà…

Settembre 8, 2015 Pubblicato in: Uncategorized Tags: , , ,  0 Commenti

Il sostegno a distanza permette di donare un futuro ai bambini del Brasile, Honduras, Angola, India.

L’adozione a distanza copre le spese di educazione, mediche e i beni di prima necessità.

 

Basta poco per regalare un sogno come ha fatto un’altra associazione in Brasile… (CLICCA SUL LINK)

http://intern.az/1pEr

 

c’è un nuovo futuro per molti bambini…. scrivici per conoscere l’associazione!!

Guarda il video della nostra mostra a Effetto Venezia

Agosto 20, 2015 Pubblicato in: Blog Tags: , , , , , ,  0 Commenti

Il Faggio Vallombrosano, durante la kermesse “Effetto Venezia” a Livorno ha organizzato una rassegna di proverbi e detti livornesi che introducevano le foto e i disegni dei bambini sostenuti a distanza dalla nostra associazione.
Brasile, India e Angola sono i paesi nei quali il Faggio opera con progetti di adozione a distanza da almeno 20 anni.

guarda su facebook il video girato per la mostra:
Faggio Vallombrosano Onlus – Sostegno a distanza

http://www.facebook.com/sostegnoadistanza

 

Clicca “Mi Piace” e partecipa ai nostri eventi!

 

LOCANDINA effetto venezia 2015

Notizie dal mondo

Febbraio 4, 2015 Pubblicato in: Uncategorized Tags: , , , ,  0 Commenti

Diverse società in tutto il mondo sembrano avere almeno una cosa in comune: parlare del ciclo mestruale delle donne è quasi un ethnic-413159_640tabù universale.

Nelle culture in cui le donne hanno conquistato un certo grado di emancipazione e in cui i diritti legati alla riproduzione sono dibattuti apertamente, le stesse riescono a visitare con regolarità i ginecologi e a farlo senza vergogna. Ma in molte società,  le donne non possono permettersi il lusso di parlare apertamente e a proprio agio di quella che è la più regolare delle ricorrenze e spesso vivono i giorni del ciclo nascondendosi o vergognandosi.

La realtà in un informale centro abitato sovrappopolato è anche più complessa. In Africa, le donne che vivono nelle baraccopoli si trovano ad affrontare questo inevitabile fatto della vita in spazi estremamente ristretti, con uno scarso accesso all’acqua e senza un posto privato dove lavarsi insieme a qualsiasi straccio o a qualsiasi altra cosa usino.

Queste difficoltà possono avere dure conseguenze per le ragazze in questione. Un report del 2009 della ONG TearFund stimava che “il 10% delle ragazze in età scolare in Africa non va a scuola durante le mestruazioni o la abbandona completamente durante la pubertà perché mancano strutture sanitarie pulite e con una certa privacy.”

Se le ragazze che vivono nelle baraccopoli devono andare avanti nella vita — in un posto in cui sono già cittadini di seconda classe e hanno poche opportunità di cambiare questo status — è di fondamentale importanza che frequentino la scuola tanto quanto i maschi. E’ per questo che la soluzione del problema del tabù del ciclo è diventato un punto di focalizzazione importante per tante Ong e business sociali che operano nelle baraccopoli in Africa.

Il mondo attraverso l’arte

Febbraio 2, 2015 Pubblicato in: Uncategorized Tags: , , , , , , ,  0 Commenti

Questo lunedì parliamo di una forma d’arte un po’ particolare, una fusione di danza, lotta e rito tribale, la Capoeira. 1558508_455846464519101_4326721970799563231_n

La Capoeira accompagna il popolo brasiliano dalle sue più antiche origini, nasce intorno al 1580 quando gli schiavi africani bantù vennero deportati dai colonizzatori portoghesi in Brasile, portando con sé i rituali e la loro cultura. Questi schiavi africani, originari dell’Angola e del Congo, venivano impiegati come mano d’opera in lavori massacranti nelle piantagioni di canna da zucchero. Spesso trattati con condizioni disumane, studiarono una particolare forma di autodifesa e di lotta mascherata sotto forma di danza rituale mimica. Molti schiavi in questo modo riuscirono a difendersi dai soprusi e dalle frustate dei coloni europei, ad eliminare i sorveglianti bianchi che li vessavano, ed a fuggire nelle foreste all’interno del Brasile; costruendo in esse dei villaggi, detti “Quilombos” in cui ricominciare a vivere secondo le loro abitudini e liberi da persecuzioni disumane.

L’arte della Capoeira è così diventata una delle più grandi espressioni folcloristiche del Brasile; viene praticata da tutti, bambini, donne, uomini, e la si può vedere per le strade, negli spettacoli e nelle palestre. In tante canzoni popolari e mondane, la parola Capoeira ricorre ad evocare qualsiasi simbolo di questo grande paese.

Ricette dal mondo

Gennaio 30, 2015 Pubblicato in: Uncategorized Tags: , , , ,  0 Commenti

Questo venerdì proponiamo un piatto tipico del nord del Brasile, è molto semplice e veloce da preparare. In Brasile viene quibebecomunemente usato come contorno a piatti a base di carne, in particolare alla “carne seca” o “carne de sol”.

Quibebe

Ingredienti per due porzioni:

300 gr di zucca – mezza cipolla – 1 cucchiaio di burro – 1 spicchio d’aglio – sale e pepe q.b. – un po’ d’acqua

Preparazione:

Mettere dell’acqua in una pentola e portarla ad ebollizione. Sbucciare la zucca, tagliarla a cubetti grossi e bollirla nell’acqua, aggiungere un po’ di sale ed attendere che si ammorbidisca un pochino. Quando è morbida, toglierla dall’acqua, riporla in un piatto e schiacciarla con una forchetta, fino a ottenere una purea.

Mettere il burro in una pentola e soffriggervi prima la cipolla e poco dopo l’aglio, facendoli appassire. Aggiungere la purea di zucca, salare, pepare e scaldare mescolando di tanto in tanto.

Servire calda accompagnata appunto da un piatto di carne…e Buon appetito!!

Notizie dal mondo

Gennaio 28, 2015 Pubblicato in: Uncategorized 0 Commenti

Emergenza idrica in Brasile: non piove più, “grazie” alla distruzione della foresta amazzonica, L’allarme è stato lanciato da emergenza acqua brasileIzabella Teixeira, Ministro per l’Ambiente. La causa dell’emergenza idrica è da ricercare nel clima brasiliano, con particolare riferimento alle precipitazioni piovose. Solo a San Paolo, secondo i calcoli, l’acqua caduta dal cielo in quella che è definita come la “stagione delle piogge” sarebbe appena un terzo di quella preventivata. Tra i motivi c’è anche la costante distruzione della foresta amazzonica che, secondo gli esperti, sta perdendo la sua funzione regolatrice del clima.
Riguardo alle conseguenze, la situazione non potrà che avere un forte impatto su settori come quello energetico ed in particolar modo idroelettrico, ed ovviamente quello agricolo.

Non vanno dimenticate ovviamente le conseguenze sui cittadini residenti. A San Paolo sono frequenti le situazioni di interruzione idrica, che interessano centinaia di migliaia di abitanti, ed altrove non va meglio.

Per contrastare il problema, le autorità hanno proceduto innanzitutto ad informare industrie e cittadini residenti della necessità di razionare l’utilizzo di acqua solo per scopi essenziali. Ma le misure non bastano, e la situazione di emergenza alimenta inevitabilmente le proteste.

In questa fase di congiuntura economica, il persistere dell’emergenza idrica potrebbe dare un’ulteriore colpo alla salute del Paese.

Il mondo attraverso l’arte

Gennaio 26, 2015 Pubblicato in: Uncategorized Tags: , , , , ,  0 Commenti

Oggi raccontiamo di un villaggio in Africa decorato interamente a mano. Nel sud del Burkina Faso si trova Tiebele, un villaggio rurale noto nel mondo per il popolo dei Kassena, dalle grandi abilità architettoniche. Il villaggio si presenta con delle abitazioni di fango sapientemente decorate seguendo lo stile tradizionale denominato Gourounsi.

La costruzione di queste abitazioni viene effettuata attraverso l’utilizzo di materiali naturalmente presenti nel luogo, come terra, fango e paglia; e la decorazione di queste viene realizzata da gruppi di donne presenti nel villaggio.Vengono eseguite utilizzando fango e gesso, e rappresentano meravigliosi murale realizzati a mano ricchi di motivi simbolici.

Le illustrazioni richiamano oggetti della vita quotidiana, oppure fanno riferimento a simboli religiosi ed a rappresentazioni legate alla fede.

Ecco qui alcune immagini:

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Notizie dal mondo

Gennaio 21, 2015 Pubblicato in: Uncategorized 0 Commenti

I Mushar sono parte della comunità dalit. Vivono per lo più nello Stato di Bihar, uno dei più grandi di tutta l’India e con il più altobimbo india tasso di povertà, analfabetismo e mortalità infantile. La discriminazione nei confronti dei dalit, i fuori casta dell’India storicamente costretti ai lavori più umili, colpisce anche i bambini, sempre più spesso costretti a lasciare i banchi di scuola.

Nonostante laa Costituzione che l’India indipendente si è data nel 1950 ha tra gli obiettivi “la creazione di una società senza caste né classi”, un obiettivo rafforzato dalle disposizioni della legislazione in vigore dal 1989 che vieta ogni violenza e ingiustizia contro le caste tribali;  “i mangiatori di topi” , così vengono chiamati i Musahar, sono ancora fortemente discriminati. La loro comunitàè in bilico tra la sopravvivenza e la disperazione. Non c’è abbastanza da mangiare, niente da investire nell’istruzione e nell’assistenza sanitaria: i Musahar vengono sistematicamente ignorati dai sistemi di protezione sociale che sono disegnati esattamente per categorie vulnerabili come quella cui appartengono.

In particolare il tasso di alfabetizzazione femminile fra i Musahar, è estremamente basso, pari appena al 2%, e raggiunge un picco massimo del 9% quando si considera la comunità nel suo complesso. Meno del 10% dei bambini Musahar studia (mentre un terzo dei bambini dalit in età compresa fra i 5 e i 14 anni frequenta la scuola) e il loro tasso di abbandono scolastico si avvicina al 100%.

Lasciamo qui una testimonianza:

Quando distribuivano il pasto a scuola per noi dalit c’era una fila separata dagli altri bambini” ricorda, “non vogliamo più essere discriminati. E per farlo sapere a tutti abbiamo organizzato una marcia. Eravamo più di 200 […]. L’ho fatto per me e per Ranu, la mia sorellina di 7 anni, che è piccola ma ha già subito troppe ingiustizie. Abbiamo attraversato 13 villaggi e siamo arrivati fino a Sandhapur, dove i rappresentanti dei “club dei bambini” di 8 villaggi hanno tenuto un comizio. “Sono molto orgoglioso di quello che abbiamo ottenuto. Insieme possiamo fermare la discriminazione basata sulle caste in India. Insieme possiamo cambiare le cose!”

Il mondo attraverso l’arte

Gennaio 19, 2015 Pubblicato in: Uncategorized Tags: , , , , , , , ,  0 Commenti

Abbiamo sempre sentito parlare della schiavitù in America, l’assoggettamento di manodopera acquistata in Africa da mercanti di schiavi per essere utilizzati come servitori e raccoglitori nelle piantagioni nelle colonie.

Le condizioni di vita degli schiavi negli Stati Uniti dipendevano principalmente dall’epoca alla quale ci si rschiavitù americaiferisce e al posto che si prende in esame. Generalmente però le condizioni di vita erano pessime, caratterizzate da brutalità dei padroni, degradazione e disumanità.

Una mostra, che è stata aperta da qualche settimana, racconta tutto questo. E’ il Whitney Plantation, museo della memoria dell’epoca della schiavitù e delle piantagioni a Wallace in Louisiana.

Rispetto alla maggior parte delle numerose strutture a tema create nell’area, questa punta decisamente a  raccontare la vita degli uomini e delle donne vissuti in prigionia: statue che riproducono la quotidianità degli schiavi, accompagnate da esposizioni a tema, come la mostra di artisti afroamericani contemporanei.

Per vedere alcune immagini della mostra clicca QUI